Portacandele di design progetto

Come nasce un oggetto di design? Dall’idea alla prima bozza di progetto

Di oggetti di design è pieno il mondo.

Siamo letteralmente circondati: nelle fiere più importanti del settore, il Salone del Mobile e il FuoriSalone durante la Design week di Milano, la Maison&Object di Parigi, l’IMM di Colonia, l’Homi, la London Design Fair. E ancora: portali di design, mercati specializzati, eventi, gallerie.

Vediamo ogni giorno oggetti “finiti” e pronti all’uso. Ma ti sei mai chiesto come nascono?

Questo articolo, vuole portarti alla scoperta della filiera che parte dalla mente del designer e arriva fino al tavolino nel tuo salotto.

Pronto a partire per questo viaggio? Seguici.

L’idea nella testa del designer

Il primo passo è l’ispirazione. L’idea di un oggetto nasce in modi diversi: per qualcuno è un’idea folgorante, per altri è frutto di un lungo studio.

Ma tutti i designer sono concordi che è necessario osservare il mondo che ci circonda, gli oggetti che usiamo quotidianamente, spesso senza farvi attenzione.

Ecco, un designer usa molta attenzione.

Da quando si sveglia e prende in mano la sua tazzina preferita per la colazione, a quando si lava i denti con un nuovo spazzolino, la sera, prima di coricarsi.

Un designer ha imparato a osservare. Da qui proviene la sua necessità di concepire qualcosa di nuovo.

Il processo non è sempre uguale: qualche volta è un’ispirazione pura, qualche volta il designer vuole cimentarsi su un particolare oggetto, altre volte lo fa su richiesta di un committente.

Il primo schizzo del progetto

Dalla testa del designer si deve passare sul “foglio”.

Le virgolette sono d’obbligo nell’era del digitale ma, tra tavolette grafiche e vecchi blocchi quadrettati, la prima materializzazione dell’idea si preferisce ancora tracciarla a mano. Qui l’ispirazione diventa un embrione, qualcosa su cui si può lavorare.

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La ricerca del design perfetto 

Se fino a questo punto possiamo assistere a diversi modi di operare, dal più istintivo al più razionale, arriva il momento in cui è necessaria la vera e propria ricerca sull’esistente, sui materiali, sulle possibilità di rendere reale l’oggetto.

Hai progettato una sedia con un’improbabile curvatura delle gambe?

Devi verificare se esistono macchinari in grado di riprodurle, se si può fare con ogni materiale oppure se alcuni li devi scartare a priori, se la sedia sarà utilizzabile o no, quanto sarà comoda.

Ognuno si concentra sul particolare che preferisce, il nostro Yiannis Ghikas si impone di creare “qualcosa che possa durare nel tempo”, il designer Kenyon Yeh studia e fa ricerca sul prodotto che vuole realizzare immaginando come “migliorare gli oggetti nel modo più semplice possibile”.

Ci sono tanti aspetti che vengono definiti in questa fase (l’oggetto sarà un pezzo unico oppure composto? multimateriale o no?) qualcuno scende nel particolare qualcuno rimane più generico.

Ma una cosa è sicura: a partire da ora, il progetto verrà rivisto ancora molte volte.

Il progetto CAD

Con CAD s’intendono tutti quei software che permettono una progettazione grafica assistita dal computer.

Nella realtà, molti progetti si fermano alla fase precedente. Alcuni vengono portati in questa fase solo per creare un render che dia l’idea del risultato finale, in modo da mostrarla in giro.

Perché? Perché molti progetti nascono in autonomia e poi, il designer non trova chi glieli possa realizzare.

Ad ogni modo, in questa fase si deve dettagliare il progetto: misure, parti, e tutte le componenti. Più sarà preciso e più sarà utile nel passaggio successivo.

La progettazione industriale

Il progetto del designer, per quanto dettagliato, non è un disegno produttivo.

Chi deve realmente costruire il prodotto ha bisogno di effettuare un nuovo studio e una nuova progettazione.

È arrivato il momento, stavolta senza possibilità di scampo, di verificare se davvero certe “curvature” sono realizzabili, se è sensato fare una lamiera così spessa o così sottile, confrontando non solo possibilità tecniche ma anche costi.

I costi? Certo.

Già in questa fase, anche per un prototipo, i costi sono importanti. Analizzando il disegno, ad esempio, capita di scoprire che un componente può essere realizzato solo con una fusione, e quindi uno “stampo”, che arriva a costare anche migliaia di euro.

Può accadere, quindi, che tale componente venga ridisegnato in modo simile ma adattato ad altri tipi di lavorazione.

Insomma, in questa fase si possono rivedere molti aspetti: materiali, tipo di componenti, pezzi unici o da montare e perfino aspetti estetici.

Ma solo la produzione di un primo pezzo, il prototipo, fornirà le risposte ai dubbi del designer. In un prossimo articolo andremo ad analizzare la fase della protopipazione.

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Scritto da
Hiro Team
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1 commento
  • Buona sera , interessante la presentazione
    Anch’io sto conducendo uno studio sviluppando un oggetto di design , utilizzando due materiali naturali il legno di bambu e il greis porcellanato, soluzioni modulabili per l’ottenimento di complementi d’arredo moderni e minimalistici
    Cordiali saluti
    Paolo

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Scritto da Hiro Team

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